Via Po, 9 00198 Roma
0685301100
ass.risveglio@associazionerisveglio.it

Covid-19 e incidenti stradali

Piangiamo increduli i tanti, troppi morti per la pandemia.
Anche se è una magra consolazione, è utile riflettere su quanti morti e gravi feriti in meno si hanno nel nostro Paese, in conseguenza per lo più dei restringimenti e i divieti da pandemia, per incidenti stradali.
I dati Aci-Istat possono aiutarci nei numeri e suggerirci consigli, iniziative, modifiche normative e/o regolamentari.
Questi primi dati sulla incidentalità stradale ai tempi del Covid ci dicono che si riscontrano meno morti sulle autostrade, meno morti in città e meno morti anche sulle strade extra-urbane.
I primi dati, forniti dalla Polizia Stradale e dall’Arma dei Carabinieri per gli incidenti stradali con lesioni a persone (circa un terzo degli incidenti totali registrati), nel periodo gennaio-aprile 2020, mostrano in maniera evidente gli effetti dell’entrata in vigore dei Decreti che hanno istituito prima le zone rosse in alcune regioni del Nord Italia e successivamente il confinamento di tutta la popolazione sull’intero territorio nazionale. Dall’analisi dei dati di incidentalità emergono diminuzioni che toccano anche punte del 90% durante il mese di aprile; mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato di circa il 72% a marzo e 85% ad aprile. Anche nelle città la diminuzione di incidenti è stata consistente: dai primi dati raccolti, dalla rilevazione trimestrale sulle Polizie Locali dei comuni capoluogo, emerge una diminuzione nel mese di marzo superiore al 70% sia per gli incidenti sia per i decessi e di oltre l’80% in aprile. La ripresa della mobilità, a seguito della graduale riapertura delle attività e della riacquisizione della libertà di movimento per la popolazione, ha avuto un effetto anche sull’incidentalità che già nel mese di maggio
2020 ha fatto registrare un aumento.
Il Presidente dell’Aci rileva che l’aumento del numero delle persone che scelgono forme “dolci” di mobilità comporta non solo un maggior rispetto delle regole da parte di tutti, ma anche la realizzazione di adeguate infrastrutture e percorsi dedicati.
Ci associamo graniticamente a queste riflessioni, che continuano, rilevando che la sicurezza stradale deve essere una priorità ed essa si persegue solo usando la massima prudenza a bordo di qualsiasi mezzo: auto, moto, ciclomotore, bicicletta, monopattino; e ugualmente negli spostamenti a piedi.
Il rapporto Aci-Istat conferma anche, con preoccupazione, il forte coinvolgimento dei giovani conducenti. La fascia di età più a rischio è quella tra i 20 ed i 29 anni.
Aumentano gli incidenti in città e diminuiscono quelli in autostrade o strade extra- urbane.

Le prime cause di incidenti sono:

-distrazione
-mancata precedenza
-velocità elevata
Seguono:
-distanza di sicurezza
-manovra irregolare
-presenza di buche o ostacoli irregolari
-mancato rispetto di precedenza o di semafori.

Il mese di agosto è quello più pericoloso come numero di morti- I mesi di giugno e luglio sono i più pericolosi come numero di incidenti.
Di notte (tra le 22 e le 6 del mattino) e nelle ore di buio aumentano sia gli indici di mortalità che quelli di lesività.
E’ davvero utile sapere che i costi sociali dell’incidentalità stradale sono stimati in 16,9 miliardi di euro, pari all’1% del PIL nazionale. e che secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità gli incidenti stradali nella fascia d’età fino ai 29 anni sono la prima causa di morte: più dei tumori, dell’alcol o della droga.
Sono notizie sconvolgenti. Eppure esse, inopinatamente, sembrano scivolare addosso alla umanità senza suscitare concrete e forti reazioni.
Sulle strade si consuma una guerra con migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti gravi e di disabilità a vita, ogni anno. Ma per altre cause di morte e di disabilità si prendono provvedimenti drastici, coinvolgenti, forti per tentare di arginarle, per gli incidenti stradali, i provvedimenti si prendono con il contagocce, debolmente, come se si avesse paura di non appesantire il mercato, le lobbies.
Si dice: “ci sono tanti morti, tantissimi feriti gravi. Bene, state per favore più attenti e siate prudenti”. Ecco, si fa e si dice poco di più di questo. Ma questa ecatombe, inconsolabile, significa che il sistema automobilistico evidentemente non funziona.
È innegabile che l’automobile sia un mezzo indispensabile. All’attualità non se ne può proprio fare a meno ed è come “incorporata” in ciascuno di noi.
È il “come” e il “quanto” si usa che va cambiato, soprattutto nelle medie e grandi città, dove oggi si concentra la maggior forte della popolazione e che sono diventate un garage a cielo aperto, inquinate, distrutte nella armonia urbana.
Tutto questo per …. sopportare file chilometriche, semafori invadenti, pressioni neuro-psichiche pericolose, magari alla disperata ricerca di un posto dove lasciare il nostro ingombrante “pezzo di ferro”. E tutto questo con una spesa annua- tra ammortamento, spese generali, manutenzione, carburante – semplicemente e proporzionalmente enorme rispetto ai consumi più necessari.
Rimedi? Poiché si definisce la automobile una sorta di “naturale appendice”, è difficile spingersi a rimedi drastici, che, senza esagerazione, cambierebbero il mondo. Vale allora la pena riassumere alcuni suggerimenti, che potrebbero gradualmente condurre ad una drastica rivisitazione dell’uso della automobile.

a) Per i più giovani, cominciamo a prescrivere un consolidamento dell’esperienza di guida con corsi specifici di perfezionamento da seguire dopo aver ottenuto la patente di guida. Si dà così un messaggio dei pericoli esistenti e della prudenza necessaria.
b) Sempre per i più giovani, facciamo che dalle 22.00 alle 6.00 vi sia un divieto di guida per i giovani fino a 22 anni e per i primi due anni dei neopatentati. È stato previsto un divieto notturno di movimenti per il Covid. Non si vede perché non si possa prevedere per la “guerra stradale”. Salveremmo migliaia di vite all’anno e le più giovani. Resterebbe ferma ovviamente la possibilità di spostarsi per lavoro, emergenze e simili, da comprovare opportunamente.
c) Si è esteso l’ambito di operatività della reazione penale. Occorre essere particolarmente rigidi nella applicazione della normativa prevista. Le attenuanti vanno ricondotte al minimo consentito dai principi generali.
d) In caso di incidenti anche colposi e comunque in caso di infrazioni deve essere necessariamente esteso e allungo nei tempi il ritiro della patente. La reazione
“pubblica” deve essere “sentita” e naturalmente anche accettata dalla società civile.
e) L’eccesso di velocità va punito anche con il successivo divieto, per un ampio arco temporale, di guidare automobili oltre certe cilindrate.
f) È necessario rafforzare il pattugliamento stradale. Abbiamo riferito quale è il costo in miliardi di euro per incidenti stradali. Ebbene, si spenda di più in pattugliamento e si risparmierà in costi sanitari e sociali.
g) Tra le pene accessorie da scontare in caso di provocazione di incidenti colposi o dolosi, si inserisca un lungo periodo di servizio civile presso strutture sanitarie o socio -sanitarie che ospitano persone con disabilità grave causata dalla guerra delle strade
h) Nelle medie e grandi città, si mobilitino risorse per i mezzi pubblici (tram, bus, metro, taxi, traghetti, etc.), si estendano zone pedonali, piste ciclabili. Si moltiplichino le giornate con divieto di circolazione per motivi “ecologici”. Si potrà così abituare gradualmente la popolazione a trovare trasporti alternativi rispetto all’automobile. Non si vuole far perdere nessun posto di lavoro. Vi sarebbe solo una “riconversione” della costruzione e manutenzione di mezzi privati nella costruzione e manutenzione di mezzi pubblici, che devono almeno triplicare. I prezzi dei biglietti potrebbero aumentare. Ciascuno di noi risparmierebbe comunque tantissimo rispetto ai costi annui di una automobile.
i) Occorre proibire la pubblicità tutta “rosa e fiori” che ti mostra immagini di automobili che percorrono boschi incontaminati, strade deserte, anche spiagge e distese nevose.
j) Occorre rendere invece obbligatoria una scritta sul fianco delle automobili. “usala bene: può uccidere, anche te”.

Francesco Napolitano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *