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18 gennaio 2024: il primo “CARE DAY”

VERSO IL 18 GENNAIO 2024
IN NOVE CONSIGLI REGIONALI
IL PRIMO “CARE DAY”,
PERCHE’ TUTTI ABBIANO “IL DIRITTO A NON SOFFRIRE”
E A NON ESSERE ABBANDONATI

Il festival della dottrina sociale
Sono stati momenti di lavoro intensi di contenuti e affollati di partecipazione i due eventi organizzati il 25 novembre (anche) dal nostro network nell’ambito del festival veronese. Potrete rivedere il primo, sul tema del “fine vita”, a questo link, mentre per il secondo, sul significato, oggi, di scuole libere, basta un click qui.

La legge di bilancio 2024
Nel frattempo, altrettanto intensa e costruttiva è stata l’interlocuzione con Governo e gruppi parlamentari sui contenuti proposti per la legge di bilancio 2024, cui si è aggiunta la segnalazione, sulla base dell’alert lanciato dall’Associazione Famiglie Numerose, dell’ “emergenza mutui” per le famiglie con più figli. In effetti, la definitiva legge 213/2023, seppur condizionata da oggettive difficoltà finanziarie di sistema, contiene concrete disposizioni significative (su cui ritorneremo più diffusamente) in tema di sostegno alla vita nascente, di famiglia, di imprenditoria solidale verso la maternità, di libertà educativa, di misure sussidiarie ai più poveri e di cure palliative, dopo anni finalmente rifinanziate. Non solo: in sede di emendamento finale, è stata inserita la possibilità di una nuova garanzia da parte di Consap per le famiglie con tre figli, il che dovrebbe consentire di superare gli ingiusti ostacoli che le banche pongono anche solo per la surroga di nuclei numerosi in mutui per la prima casa.

18 GENNAIO 2024: IL PRIMO “CARE DAY”, IN NOVE CONSIGLI REGIONALI
Vi abbiamo già raccontato come, in molti consigli regionali, siano state presentate identiche proposte di legge per introdurre il suicidio medicalmente assistito e con questo una cultura dell’abbandono verso chi è malato e invalido. 

Per offrire a tutti ragioni per giudicare questa iniziativa, palesemente incostituzionale (come acclarato direttamente dall’Avvocatura Generale dello Stato), Vi invitiamo innanzitutto a scaricare (aprendo il link del collegamento ipertestuale), a leggere e a far conoscere la breve pubblicazione, contenente 50 domande sul fine vita, per avere sempre cura della vita: L’eutanasia non è la soluzione”, che ora è anche reperibile nell’edizione cartacea. 

Soprattutto, Vi invitiamo al primo “CARE DAY”, che si svolgerà il 18 gennaio 2024 presso le sedi di nove consigli regionali (Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Toscana, Sicilia, Veneto), sotto forma di seminari di dialogo con i consiglieri regionali e player culturali, grazie alla disponibilità di circa cento fra medici palliativisti, bioeticisti, giuristi, esponenti associativi e istituzionali. 

Vogliamo offrire un altro ordine di priorità rispetto a quello ossessivamente propagandato dai maggiori media. Chiediamo, cioè, che il servizio sanitario di ogni regione consideri come vera urgenza assicurare cure palliative e assistenza h24 a tutti i malati, mentre nelle regioni italiane si è ovunque lontanissimi dal raggiungere tutto il bisogno, con una differenziazione territoriale semplicemente inaccettabile. Nei seminari forniremo i dati esatti di questa sconcertante situazione. 

Vogliamo ribadire che il Servizio Sanitario deve curare la persona sempre, in ogni sua condizione, perché questo è il portato dell’art. 32, comma 1, Costituzione e dell’art. 1 della legge fondativa dello stesso (833/78). 

Vogliamo ascoltare l’interessantissima esperienza dei palliativisti, che raccontano costantemente che dove c’è cura del dolore, la richiesta di morte scompare e il “fine vita” si mostra come un momento con una importanza oggettiva, in cui le posizioni delle persone divengono più semplici e “pure” e in cui i rapporti e gli affetti vivono una intensità straordinaria. Le cure palliative e l’assistenza si fondano, infatti, su una antropologia, in cui ogni istante di vita, anche se fragile, è riconosciuto sempre scolpito da un vivace e vitale segno di speranza.

Vogliamo far presente ai decisori che una legge che introducesse, invece, la possibilità di prestazioni sanitarie per procurare la morte introdurrebbe un fortissimo messaggio culturale e sociale di disvalore e di abbandono dei più deboli (“cultura dello scarto”). Un messaggio evidentemente “conseguenza della cultura dell’individualismo, che esalta il rendimento a tutti i costi e coltiva il mito dell’efficienza, diventando indifferente e spietata quando le persone non hanno più le forze necessarie per stare al passo” (Papa Francesco, messaggio per la XXXII giornata mondiale del malato, 2024). E la solitudine e l’abbandono acuiscono e aumentano lo smarrimento e la disperazione. Infatti, le leggi eutanasiche o per il suicidio assistito, “dicendo” ai più deboli che la loro vita non ha valore, hanno sempre determinato un forte incremento della richiesta di morte da parte di malati e non solo (cfr. ricerca Della Zuanna, Colombo, 2023).

Vorremmo chiedere che ognuno giudichi se ritenga più ragionevole, cioè laicamente più corrispondente alla ragione e ai propri desideri per sé, di essere curato o al contrario abbandonato nella fragilità.

Vogliamo perciò dire alle istituzioni e ai decisori che anche loro spetta scegliere quale dei due diversi e alternativi “beni” (cura integrale o scarto dei più deboli) indicare alla società che guidano.

Quindi

AL LINK TROVATE GLI INVITI AI NOVI SEMINARI DEL 18 GENNAIO 2024
… contando che ne abbiate … “cura” …

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